27 novembre 2009

Pensieri che san di pioggia

Ciao ragazzi! Ogni tanto torno anch'io in casera slavazzuoi per togliere un po' di polvere e accendere il fuoco. Sono appena tornato da Ljubljana dopo un concerto con i Toys e non ho voglia di dormire, sarà l'adrenalina... Allora mi metto a scrivere un po'.
Angelo Lovat è un mio collega alla scuola di musica di San Fior e giovedì scorso mi ha chiesto di sostituire per una data il loro chitarrista: una ventina di brani (quelli dei Queen) da imparare in una settimana. Ma sì, buttiamoci. Ne è valsa la pena! Ci hanno anche ripreso e il cameraman girava coi pattini e filmava, sembrava un robot che veniva dal futuro, nell'aria vagava quello strano odore tipico di ogni zona, nel mio caso cipolla fritta e carne alla piastra.
Lo spettacolo era per l'inaugurazione di un mega-centro-spendi-tutto-casinò-shopping-e-quantaltro. Siamo andati giù in furgone e c'era pure una cantante lirica per fare il duetto
Barcelona a metà spettacolo. Il pubblico all'inizio sembrava un po' compassato, poi si è lasciato prendere sempre di più. E poi si mangia bene, in Slovenia!...
Durante il viaggio di ritorno ci sono stati momenti molto belli in furgone, mi sembrava di tornare indietro di qualche anno quando guidavo un furgone simile tra le colline umbre e toscane. Ricordi indelebili. E riflessioni profonde. A volte l'emozione del volo è più forte della paura di cadere. Piove sulle tegole, si sta bene anche sotto le coperte. Se fossi un animale con la pelliccia come un gatto o un camoscio potrei dormire lì dove mi trovo, e non temerei pioggia e freddo. Qualcuno pensa che ci sto riuscendo. Però alla fine una tazza di tè non me la leva nessuno. Si viaggia tanto e si torna a casa con qualcosa di più o qualcosa di meno. Prossimi concerti a Padova e a Sarone sabato questo. Sto già vagando nella prateria delle frasi sconnesse, quindi concludo il tutto ricordandomi di fare gli auguri in ritardo (o in anticipo per il prossimo anno, dipende dai punti di vista) a Luca detto Bubu e augurando a tutti voi di trovare quella cosa luminosa che vi fa sentire realizzati e parte del mondo.
Con un sincero naso nell'orecchio... jan e il piccolo popolo