7 luglio 2010

Storia dell'eroe Bubu (ma perlopiù della sua eroica gonade sinistra)

Siore e siori, rieccomi qui, a scrivervi da un letto d'ospedale dal quale saltuariamente mi collegherò per tenere i contatti con la rete... visto che non c'è molto altro da fare...

Sapete, la gente pensa ai veri eroi come a personaggi inscalfibili, a monumenti di gelido acciaio e granito che racchiudono però al loro interno un cuore d'oro, caldo e vivo, carico d'amore disinteressato verso la propria bella e verso il creato. Di questi eroi però ne abbiam tutti un po' piene le palle (e scusate il gioco di parole), prìncipi azzurri, cavalli bianchi, vestiti in maniera impeccabile, pulitissimi, con sorrisi a 142 denti (bianchi come i cavalli)... troppa perfezione, troppo splendore immacolato, troppa distanza dal reale e, diciamocelo, troppa noia anche per le dame meno avvezze all'avventura. Ecco che allora al giorno d'oggi si affaccia sul panorama nostrano la figura mai vista prima dell'eroe "medio", sì amici, l'eroe medio, non il medioman televisivo, frutto di un'invenzione comica, non la pensionata che sventa la rapina al supermercato, più attaccata alla sua borsetta con la pensione che alla causa della giustizia. No, l'eroe medio non va in televisione. L'eroe medio è eroe per se stesso e per i pochi che gli stanno vicino. E' eroe per caso, per volontà, per tutte e due le cose assieme. A volte è eroe e non se ne rende conto, il più delle volte non se ne rendono conto gli altri... Sapete, la vita di un eroe medio non è facile, l'eroe medio è un eroe, sì, ma con tanti piccoli difettucci... l'eroe medio è spesso anche un grande attore... è ambizioso e non ha paura di nulla, ma in realtà la paura ce l'ha, semplicemente non la da a vedere. L'eroe medio è un po' incoscente, ma tale incoscenza, a tutti gli altri (spesso anche a se stesso) la fa sembrare invece una salda consapevolezza, consapevolezza di un'illimitata forza e di un'ancor più spropositato coraggio. Voi a questo punto penserete allora che l'eroe medio sia un falso e un presuntuoso, uno che si da semplicemente tante arie ma che poi di concreto non concluda granchè... ma è qui che vi sbagliate, è qui che il vero eroe medio si differenzia dal classico "sborone di turno": lo sborone a questo punto, punto in cui bisogna mettere in pratica ciò che prima si è abilmente propagandato ai quattro venti, forti solo della propria arte oratoria… emh, stavo dicendo… ah sì: mentre lo sborone di turno, al momento di “fare”, si dilegua abilmente, l'eroe medio no. L'eroe medio parte con i suoi pari alle 5.00 di mattina, con 1h50' di sonno, con una bici di oltre 30kg, avete capito? Non un cavallo bianco che lo trasporta, ma una sorta di cancello arrugginito, suo amico di mille e più km che si deve spingere lui da solo, un ammasso fatto di ferraglia, plastica, borse, ruote, cinghie, attrezzi, vestiario, cartacei, catene e quant'altro gli possa servire per sopravvivere nel suo lungo viaggio, ma anche quant'altro "non" gli possa servire, ma che comunque egli ama alla follia perchè un eroe medio non può non portarsi dietro almeno una qualche puttanata... scusatemi, ma ve lo sareste visto voi, un'eroe medio, alla Vienna-Budapest senza un clacson a forma di cane sul manubrio? L'eroe medio poi si presenta sempre trasandato, barba incolta, croste della mattina sugli occhi e il più delle volte, con un alito che farebbe correre la maratona al buon Lazzaro ancor oggi da quella volta, solo dicendo alla moda dei toscani "Lahzzhahro ahlzati e ahhhmminha". Ma tutto questo non lo turba minimamente, anzi lo fa sentire ancora più eroe e lo rende talmente felice al momento dela partenza da realizzare in un solo piccolo istante che ce la potrà fare. E a dare fiducia a un eroe medio sono le tre sono le vere armi dell'eroe medio, ne bastano tre, tre soltanto, un po' come le vite di SuperMario quando inizia la partita. Le tre armi sono l'ottimismo (che è il profumo della vita), l'amicizia (parchè da soi no l’è bel ‘ndar da nisuna parte), e due balle così (vedremo poi perchè)! Quando viene meno uno di questi tre capisaldi, il treppiede che sorregge la fierezza dell'eroe medio non ha più equilibrio e c'è il rischio che tutto l’archibugio fatto dall’eroe con il suo cav… emh, cancello e cani-clacson, cada giù come un pero e faccia la fine del caco maturo quand'è la sua ora d'andarsene dal ramo (e si sa che più alto è il ramo e più il caco fa una merda per terra!). E' fu così che in tre giorni, l'eroe medio Bubu insieme ad altri eroi si spararò sui cogl... emh, no, volevo dire si sparò in sella oltre 560km di strade asfaltate, fatte di Italia, di Austria e un po' anche di Slovenia, salendo e discendendo montagnole, falsopiani, cavalcavia e colline (tante colline, Dio mio quante!), visitando città e luoghi strani, bar e trattorie, incontrando i personaggi più strani e simpatici, sempre con il sorriso in bocca (non i 100 e ciapei denti bianchi, no, quelli scordateveli… io sto parlando del sorriso) per combattere la fatica. La fatica, la fatica, la fatica… quanto c'è di fisico e quanto di mentale nella fatica? Non riesco mai a dare un'equilibrio alle percentuali... ma più passa il tempo e più sono convinto che la fatica, o meglio, la sua sopportazione stia quasi tutta nella nostra testa. Certo ci sono anche dei limiti fisici, ma sono molto più in là di quello che crediamo. L'eroe medio questo lo sa o quantomeno lo intuisce da sempre e proprio questo intendevo quando dicevo che è sua prerogativa avere "due balle così". Ed è così che l'eroe medio finisce la prima grande tappa del viaggio stanco, si immola per tutta la seconda, distrutto e si trascina come un lenzuolo per tutta la terza, desfà… ma anche un eroe medio, pur con l’aspetto e la consistenza di un calzino lercio, bucato, e con mezzo uovo grigio in testa (che tra l’altro reca scritte frasi propiziatorie non vere), vista l’enormità dell’impresa, non può che non curarsi dei suoi mali ed esultare, alzando le braccia al cielo per ricevere la sua consacrazione, anche perché sa già che il giorno dopo sarà tutta un’altra storia. Eh già… un mio amico un giorno mi disse che gli uomini scrivono la storia, mentre gli eroi invece fanno la leggenda. Bubu è stato eroe, “medio”, ricordiamocelo, ma pur sempre “eroe”, per almeno tre giorni. Ha fatto la leggenda. Poi il fedele gruppo di amici che l’ha raggiunto lo ha riconsegnato alla dimensione umana e quindi alla storia. Storia di un gruppo che l’ha visto tramutarsi in gregario e in meccanico, in cane da pastore e in stratega… La storia, anche se di rado, può essere appassionante come e più della leggenda. In questo caso non direi proprio “più”, ma direi sicuramente almeno “come”. Tralascio i dettagli anche perché allungherebbero a dismisura queste mie striminzite e celeri considerazioni… vi basti sapere che un’avventura così, fra storia e leggenda, Bubu non l’aveva mai vissuta. Ma quando le cose sembrano concludersi per il meglio e si aggiustano tutte, significa che qualcosa al nostro uomo-eroe medio è andato storto, qualcosa che sicuramente è sfuggito a tutti deve accadere o essere in corso d’opera perché qualche Dio lassù nell’olimpo, non accetta che Bubu ce l’abbia fatta al 100%. Ora non so proprio dirvi se il marenese stia più sulle balle a Poseidone perché non va mai al mare, o se fa girare più i maroni a Bacco perché è un veneto e non beve… fatto stà che la punizione divina è arrivata… e proprio perché Bubu se l’aspettava dall’alto, ecco che, astuta e beffarda, l’ha colpito dal basso, nell’orgoglio delle borse (non le borse del cancello, nei cojoni proprio!). l’eroe medio tornato uomo è dovuto tornare eroe e combattere. Con le sue tre armi: l’entusiasmo, l’amicizia e… con una balla sola, perché l’altra, signori miei… l’altra, l’altra… no, no, all’altra non ci voglio nemmeno pensare. Il treppiede ha vacillato… prima ha ceduto una balla e poi anche l’entusiasmo… a tenere in piedi l’eroe medio (anche se è un eufemismo dire “in piedi” perché era sempre sdraiato) erano rimasti un piede e mezzo: “una balla così” (quella sana, che però lo sappiamo tutti che una cosa tonda se la lasci da sola non da equlibrio, ma rotola) e l’amicizia, salda, radicata, forte. Bubu ha finito così la propria partita a SuperMario, con una “vita” e mezza delle tre che aveva, anzi, diciamo con una “vita” soltanto, visto che a Conegliano la balla sana stava cedendo pure lei. Bubu ha vissuto tra sabato e domenica la notte più lunga della sua vita e ora starà in ospedale ancora qualche giorno e comunque al suo rientro a casa ci metterà un bel po’ a guarire. Bubu è provato, sì, ma non pensiate però che abbia qualche pentimento. E questo perchè l'avventura è stata bella fino alla fine grazie agli amici. Certo la prossima volta il nostro personaggio avrà molti più riguardi nei confronti di se stesso e starà più attento, ma non smetterà di provare a essere eroe medio, a vivere avventure, leggende e storie. Chiudo qui perché non so più dove diavolo andare a parare coi discorsi. Spero almeno ve la siate passata un po’ a leggere!!!

Ah, non ho mai nemmeno fatto accenno all’eroica gonade sx di Bubu. Beh, posso solo ringraziarla che sia ancora attaccata, lei se l’è passata davvero brutta… mi ha chiesto se le dedicate un gruppo su facebook… ma no, lasciate perdere… non vorrei far svergognare la Maki, quindi questa volta mi sa che la deluderemo (la gonade intendo). Ma poi perché esaltarla tanto, non è neanche femminile, perché gonade??? In fondo in fondo… è solo un coglione.

Buonanotte
Auguri a quei due cancheri della Dani e di Lele! Volevo dirvi che ho anche il video del sabotaggio del letto della Giulia, ve lo passerò. Ore cha ci panso, mi chiedo se vqle la pena che io mi re-iscrivi al feisbuc, magari solo per la chat, oppure se è solo una perdita di tempo...

Ma dai!!

se nessuno scrive cosa faccio io nei momenti iù rompi balle della giornata????....:)
Dai su!!...fatemi un po' di compagnia!

Lele

Io so sempre tutto!!....ricordalo.....=D

Bella foto...complimenti al fotografo...o era solo l'autoscatto???..;)
quasi quasi ripartirei...mi è rimasto proprio un bel ricordo!...:)