svegliata da strani rumori provenienti dal frigorifero..... :p
C'è una ragazza con sindrome di Down al mio tirocinio che fa diverse attività, tra cui "danceability"..questo è un video che ho trovato spulciando su you tube..mi ha emozionato molto...Giulia!Mi sei venuta in mente tu!Io lancio il sasso....;)
18 marzo 2010
Bel racconto Bubu! Però hai sbagliato qualche numero alla fine. Correggi và, così poi è perfetto!
Complimenti per avercela fatta! Quant'è il record di questa maratona?
Io invece vi scrivo dalla cucina, grazie al NetBook che mi sono preso. In questo modo posso sfruttare di più la chiavetta internet e essere coperto anche quando qui la linea non c'è.
Vi scriverò presto da altri posti più bizzarri.
Complimenti per avercela fatta! Quant'è il record di questa maratona?
Io invece vi scrivo dalla cucina, grazie al NetBook che mi sono preso. In questo modo posso sfruttare di più la chiavetta internet e essere coperto anche quando qui la linea non c'è.
Vi scriverò presto da altri posti più bizzarri.
Ieri mi sa...
...che in parecchi abbiamo visto le iene... o per lo meno la parte riferita a cap d'adge. Stefano, appena decidiamo di andare al decathlon ti facciamo sapere!
Bubu Makithon - 3h12'39" anzi 13"
Torno al blog per finire ciò che avevo iniziato, manca il resoconto cronologico-tecnico-maancheunpopoetico della maratona. Dunque riportiamoci a quel momento, siamo allo start, alle 9.45, mi ero scaldato poco, si e no 5 minuti non continuati, niente stretching... solo attesa... i giochi ormai sono fatti. Mi metto in fondo alla mia griglia di partenza: non voglio aumentare la tensione della partenza già palpabile, in una gara così lunga non ha senso, sprecherei solo energie. Allo sparo tutti iniziano a muoversi... mi faccio cogliere impreparato e non faccio nemmeno partire giusto il mio cronometro. Sono preso da un turbinio di pensieri riguardo la condotta di gara che dovrò tenere tanto che non mi accorgo dopo quanti secondi passo sotto il via, penso che dovrò gestire le forze almeno fino al ventesimo, ma che dico, fino al trentesimo km, penso alle sensazioni che mi danno le gambe e in particolar modo le caviglie, penso al ritmo del fiato e alla cadenza degli appoggi, penso a non perdere di vista i palloncini arancioni dei pacers delle 3h15', 30-40m più avanti. Devo viaggiare come loro a 4'37" al km per tutta la gara. Forse sono in preda a troppi pensieri, forse è perchè il serpentone di podisti occupa ancora tutta la strada, ma passo il primo km e non vedo il cartello, passo il secondo km e non vedo il cartello... usciamo da Vittorio, aumento un po' e mi porto sotto ai pacers. Decido di corrergli 10 metri davanti perchè la folla che li attornia da poca visibilità sul pubblico, e a me interessa vedere il pubblico... mi interessa assai perchè cerco sempre di riconoscere qualche faccia nota e se corro in mezzo a un gruppo denso di persone anche le facce note non possono riconoscermi. E il tifo serve, distrae dalla monotonia, da la carica. Dal punto di vista agonistico invece, lo stare appena davanti mi da più stimolo dell'inseguire stando appena dietro, perciò sento meno la fatica. Dopo 5 km ecco il primo ristoro (che va fatto di corsa, al massimo rallentando un po'), bevo due sorsi d'acqua, niente gatorade oggi perchè Buso la considera un "aiuto", quindi oggi, onde evitare polemiche di ogni tipo, sarò natural al 100%: solo H2O e frutta.
I gruppi musicali lungo il percorso sono strepitosi, ce n'è uno con dei ragazzi in kilt scozzese, spettacolari. Inizio a trovare le prime facce note, zio e cuginetto, una collega istruttrice di palestra... vado avanti e mi giro spesso per controllare i palloncini arancioni. Sono là, 10m dietro. Le sensazioni sono buone, il ritmo è tranquillo, non mi pesa affatto. Dopo 350 e passa km corsi in allenamento quasi tutti da solo è molto più semplice correre con così tante altre persone e con tutto questo pubblico. passato lo spugnaggio del km 7,5 proseguo lungo la strada del Menarè e arrivo al ristoro del km 10, due sorsi d'acqua anche qui e mezza banana... non avrei fame e neanche sete, ma se non mi alimento ora pagherò dazio poi. Una nota dolente è quella dell'acqua: ti danno una bottiglietta da mezzo litro di cui tu usi due sorsi e poi il resto va buttato via... spero possiamo trovare il sistema di migliorare tutto questo... Al 10km c'è anche il rilevamento cronometrico... passo in anticipo rispetto al ritmo che volevo tenere... senza contare che ho anche già recuperato tutto il tempo perso per passare sotto al via dopo lo sparo. Faccio due conti approssimativi a mente e ottengo che sto girando 5-7 secondi a km più veloce del previsto... sto anche allungando sui palloncini arancioni... rallento un po'. Devo gestire il ritmo, vorrei andare di più ma DEVO gestire. Mancano ancora troppi km! Ecco il semaforo dei "Gai", ecco Conegliano, torna a aumentare la gente lungo le strade, riappaiono visi noti, saluto, scambio qualche parola anche con chi mi corre accanto, torna qualche simpatico gruppo musicale. Conegliano passa proprio velocemente e ad un certo punto mi ritrovo sulla Pontebbana, quasi a Parè... mi giro ed ho di nuovo allungato il distacco sui pacers... saranno a 30-40m adesso. Mi sono detto "tienili a questa distanza, ti amministri il vantaggio in caso di imprevisto". Al semaforo dei Campidui e a quello della Sme ecco molti altri conoscenti, so che ne troverò ben pochi altri da qui in poi. Controllo le sensazioni, sto bene, non sono una rosa, certo, ma sono stato molto peggio in quel punto ad altre maratone. Controllo i pacers, cerco invano qualcuno a cui affiancarmi per fare lo stesso ritmo... siamo sempre gli stessi che ci giriamo intorno ma nessuno va perfettamente costante, ci si supera, ci si lascia sfilare, ci si risuperà... coi pacers sarebbe molto più facile essere regolari, ma io ormai sto decidendo di tentare di abbattere anche il muro delle 3h15' che è il mio obbiettivo di oggi. Passano alternatamente, ogni 2,5km, i ristori e gli spugnaggi e sono alla mezzza maratona. Il tempo è buono, i pacers sono sempre lì, più o meno a 50m. Mi impongo ancora di aspettare a partire che manca ancora metà gara. Inizio a pensare ad altro, cerco sempre qualcuno che vada costante per appaiarmi ma non lo trovo... ho passato Ponte della Priula e ora cominciano i lunghi rettilinei, anzi, lunghissimi. Il trucco è non ambire a finire il rettilineo perchè se vai con quest'idea il rettilineo non finisce mai... no, devi puntare al corridore che hai davanti e distrarti, devi "staccare la spina". Ci riesco anche troppo bene, fino al ristoro dei 25km. Poi mi giro perchè è un po' che non cotrollo i miei cari palloncini arancioni... li ho dietro! Sono qui a 15m cacchio! Ma quanto ho rallentato? Le gambe cominciano a essere stanchine, ma hanno ancora benzina... è la testa che mi ha fatto rallentare... torno a guardare in avanti e penso a cosa voglio fare, poi prendo coraggio: sono al 25°... è ora di tentare. Parto puntando un signore tarchiatello e vestito di nero, che era stato "dalle mie parti" fino a pochi km prima e piano piano in 1-2km lo raggiungo, ma mi accorgo che lui a sua volta sta aumentando il ritmo e superando gente a manetta. Va un po' troppo forte per me. Mi giro, i palloncini sono tornati a 50m. Decido di seguirlo fino al 30° e poi riprendo col mio ritmo un pelo più lento. Mi fa correre sto signorotto... ammazza se spinge! Penso che ha quasi 50 anni a vederlo e le gambe 10cm più corte delle mie e oltretutto peserà circa come me... son proprio una figa lessa. Al km 27,5 in corrispondenza dello spugnaggio ci agganciamo ad altri due che stan girando bene, sono anche loro in sorpasso, ma appena più lenti di noi. Il mio compagno d'avventura decide che quel ritmo gli aggrada, io non chiedo di meglio. Avrei rallentato un po' da solo altrimenti. Finora non ho scambiato parola con nessuno dei tre, siamo tutti e 4 impegnati. Ad un certo punto il colpo di scena. Il signore tarchiatello si ferma a far pipì dietro un platano (sì, perchè siam sui lunghi rettilinei della Pontebbana). Rimaniamo in e dopo poco uno dei due compagni superstiti, visibilmente più affaticato, rallenta e ci abbandona. Rimaniamo in due e siamo in centro a Spresiano, finalmente torna il grande pubblico, quasi del tutto assente dal tripudio colorato e multietnico di Ponte della Priula fino a qui. Un gruppo musicale e quattro bimbi che chiedono il cinque a lato della strada mi rinfrancano. Comincio a chiacchierare col mio compagno di corsa, due parole non di più, perchè non siamo nella condizione di sprecare fiato, nessuno dei due. Scopro che anche il suo obbiettivo è 3h15' e scopro che pure lui sta un po' meglio del previsto. Scatta l'alleanza: andiamo insieme fino al 37° e poi ognuno da quel che gli resta. Mi giro e i palloncini saranno 100m indietro. E' l'ultima volta che li vedrò. In due con lo stesso ritmo si corre decisamente meglio e anche un po' più veloce, facendosi forza l'uno con l'altro. Cominciamo a macinare i km e ricominciamo a superare gente. Io è un po' che non tengo i tempi, mi basavo sui palloncini. Lui mi dice che stiam viaggiando sui 4'30" a km, ogni tanto scendiamo sotto... ricordo un 4'21"... Le gambe cominciano a intimarmi l'alt quando siamo al 33° ma lui mi fa tenere duro. Mi propone anche una bustina di zuccheri e sali minerali (legalissima, sia chiaro, e adattissima in quel momento), ma cortesemente declino l'offerta spiegandogli di Buso e della sua avversione per la chimica). Continuiamo stringendo i denti. Mi propone di arrivare così fino al 40°... dico ok anche se non so se riuscirò a farcela... ma stiamo andando troppo forte, sarebbe un peccato perdere il treno e il traino. Per fortuna ho trovato questo qui... Pensate, scoprirò solo dopo l'arrivo che si chiama "Donato" e non gli e l'ho chiesto apposta il nome prima proprio perchè pensavo che "a caval donato non si guarda in bocca"... quando al traguardo mi ha detto il nome son quasi scoppiato a ridere. Ma facciamo un passo indietro. Siamo al 39° e io sono al gancio, da quando ci siam trovati, quasi al 30°km ci ha superato una sola persona mentre noi ne abbiamo sfilate un centinaio e più, stiamo andando forte, ma io se continuo mi becco un crampo da qualche parte (peccato perchè il fiato invece potrebbe permettermi un filino di più). Tengo duro. Al 40° gli dico "Vai, ci vediamo all'arrivo" e lui mi risponde "ok, ma non mollare, a tra poco". Lui ha accellerato un po', io ho mollato un po'. Gli ultimi due km sono stati duri, soprattutto il penultimo. Nell'ultimo km l'entusiasmo e il percorso dentro le mura di Treviso, con curve e sanpietrini mi ha un po' fatto riprendere. Arrivo in 2h12'39" (come giustamente mi è stato fatto notare, si tratta di un errore palese: erano 3h12'39". Ringrazio i miei tifosi per l'attenta segnalazione) e sono meno distrutto che per le 2"18' (qui si degenera ulteriormente: 2 secondi e 18 minuti? Sono andato a oltre 120km/h di media?!? Ovviamente erano 3h18') di due anni fa. Agito il pugno in cielo e caccio un urlo! Raggiungo Donato che ha finito 20" prima di me, lo ringrazio, mi ringrazia, perchè ci siamo aiutati a vicenda col ritmo. Poi ci abbracciamo: è record personale per entrambi. Ci presentiamo. E' fatta. Non ho nessuno ad accogliermi al traguardo, ma non mi importa, sto giro, come alla mia prima Maratona ho fatto da solo, mi sono aiutato con chi si è aiutato con me e non smetterò mai di ringraziarlo. Sono proprio felice. Poi mi laverò, mangerò e sentirò per telefono tutti coloro che sempre via telefono si erano interessati a me. Un grazie a loro e a tutti coloro che oggi 14 marzo, hanno fatto qualcosa per la maatona. Come direbbero gli americani "I love it!". Tutto quello che viene dopo è un'altra storia. Grazie a tutti!


I gruppi musicali lungo il percorso sono strepitosi, ce n'è uno con dei ragazzi in kilt scozzese, spettacolari. Inizio a trovare le prime facce note, zio e cuginetto, una collega istruttrice di palestra... vado avanti e mi giro spesso per controllare i palloncini arancioni. Sono là, 10m dietro. Le sensazioni sono buone, il ritmo è tranquillo, non mi pesa affatto. Dopo 350 e passa km corsi in allenamento quasi tutti da solo è molto più semplice correre con così tante altre persone e con tutto questo pubblico. passato lo spugnaggio del km 7,5 proseguo lungo la strada del Menarè e arrivo al ristoro del km 10, due sorsi d'acqua anche qui e mezza banana... non avrei fame e neanche sete, ma se non mi alimento ora pagherò dazio poi. Una nota dolente è quella dell'acqua: ti danno una bottiglietta da mezzo litro di cui tu usi due sorsi e poi il resto va buttato via... spero possiamo trovare il sistema di migliorare tutto questo... Al 10km c'è anche il rilevamento cronometrico... passo in anticipo rispetto al ritmo che volevo tenere... senza contare che ho anche già recuperato tutto il tempo perso per passare sotto al via dopo lo sparo. Faccio due conti approssimativi a mente e ottengo che sto girando 5-7 secondi a km più veloce del previsto... sto anche allungando sui palloncini arancioni... rallento un po'. Devo gestire il ritmo, vorrei andare di più ma DEVO gestire. Mancano ancora troppi km! Ecco il semaforo dei "Gai", ecco Conegliano, torna a aumentare la gente lungo le strade, riappaiono visi noti, saluto, scambio qualche parola anche con chi mi corre accanto, torna qualche simpatico gruppo musicale. Conegliano passa proprio velocemente e ad un certo punto mi ritrovo sulla Pontebbana, quasi a Parè... mi giro ed ho di nuovo allungato il distacco sui pacers... saranno a 30-40m adesso. Mi sono detto "tienili a questa distanza, ti amministri il vantaggio in caso di imprevisto". Al semaforo dei Campidui e a quello della Sme ecco molti altri conoscenti, so che ne troverò ben pochi altri da qui in poi. Controllo le sensazioni, sto bene, non sono una rosa, certo, ma sono stato molto peggio in quel punto ad altre maratone. Controllo i pacers, cerco invano qualcuno a cui affiancarmi per fare lo stesso ritmo... siamo sempre gli stessi che ci giriamo intorno ma nessuno va perfettamente costante, ci si supera, ci si lascia sfilare, ci si risuperà... coi pacers sarebbe molto più facile essere regolari, ma io ormai sto decidendo di tentare di abbattere anche il muro delle 3h15' che è il mio obbiettivo di oggi. Passano alternatamente, ogni 2,5km, i ristori e gli spugnaggi e sono alla mezzza maratona. Il tempo è buono, i pacers sono sempre lì, più o meno a 50m. Mi impongo ancora di aspettare a partire che manca ancora metà gara. Inizio a pensare ad altro, cerco sempre qualcuno che vada costante per appaiarmi ma non lo trovo... ho passato Ponte della Priula e ora cominciano i lunghi rettilinei, anzi, lunghissimi. Il trucco è non ambire a finire il rettilineo perchè se vai con quest'idea il rettilineo non finisce mai... no, devi puntare al corridore che hai davanti e distrarti, devi "staccare la spina". Ci riesco anche troppo bene, fino al ristoro dei 25km. Poi mi giro perchè è un po' che non cotrollo i miei cari palloncini arancioni... li ho dietro! Sono qui a 15m cacchio! Ma quanto ho rallentato? Le gambe cominciano a essere stanchine, ma hanno ancora benzina... è la testa che mi ha fatto rallentare... torno a guardare in avanti e penso a cosa voglio fare, poi prendo coraggio: sono al 25°... è ora di tentare. Parto puntando un signore tarchiatello e vestito di nero, che era stato "dalle mie parti" fino a pochi km prima e piano piano in 1-2km lo raggiungo, ma mi accorgo che lui a sua volta sta aumentando il ritmo e superando gente a manetta. Va un po' troppo forte per me. Mi giro, i palloncini sono tornati a 50m. Decido di seguirlo fino al 30° e poi riprendo col mio ritmo un pelo più lento. Mi fa correre sto signorotto... ammazza se spinge! Penso che ha quasi 50 anni a vederlo e le gambe 10cm più corte delle mie e oltretutto peserà circa come me... son proprio una figa lessa. Al km 27,5 in corrispondenza dello spugnaggio ci agganciamo ad altri due che stan girando bene, sono anche loro in sorpasso, ma appena più lenti di noi. Il mio compagno d'avventura decide che quel ritmo gli aggrada, io non chiedo di meglio. Avrei rallentato un po' da solo altrimenti. Finora non ho scambiato parola con nessuno dei tre, siamo tutti e 4 impegnati. Ad un certo punto il colpo di scena. Il signore tarchiatello si ferma a far pipì dietro un platano (sì, perchè siam sui lunghi rettilinei della Pontebbana). Rimaniamo in e dopo poco uno dei due compagni superstiti, visibilmente più affaticato, rallenta e ci abbandona. Rimaniamo in due e siamo in centro a Spresiano, finalmente torna il grande pubblico, quasi del tutto assente dal tripudio colorato e multietnico di Ponte della Priula fino a qui. Un gruppo musicale e quattro bimbi che chiedono il cinque a lato della strada mi rinfrancano. Comincio a chiacchierare col mio compagno di corsa, due parole non di più, perchè non siamo nella condizione di sprecare fiato, nessuno dei due. Scopro che anche il suo obbiettivo è 3h15' e scopro che pure lui sta un po' meglio del previsto. Scatta l'alleanza: andiamo insieme fino al 37° e poi ognuno da quel che gli resta. Mi giro e i palloncini saranno 100m indietro. E' l'ultima volta che li vedrò. In due con lo stesso ritmo si corre decisamente meglio e anche un po' più veloce, facendosi forza l'uno con l'altro. Cominciamo a macinare i km e ricominciamo a superare gente. Io è un po' che non tengo i tempi, mi basavo sui palloncini. Lui mi dice che stiam viaggiando sui 4'30" a km, ogni tanto scendiamo sotto... ricordo un 4'21"... Le gambe cominciano a intimarmi l'alt quando siamo al 33° ma lui mi fa tenere duro. Mi propone anche una bustina di zuccheri e sali minerali (legalissima, sia chiaro, e adattissima in quel momento), ma cortesemente declino l'offerta spiegandogli di Buso e della sua avversione per la chimica). Continuiamo stringendo i denti. Mi propone di arrivare così fino al 40°... dico ok anche se non so se riuscirò a farcela... ma stiamo andando troppo forte, sarebbe un peccato perdere il treno e il traino. Per fortuna ho trovato questo qui... Pensate, scoprirò solo dopo l'arrivo che si chiama "Donato" e non gli e l'ho chiesto apposta il nome prima proprio perchè pensavo che "a caval donato non si guarda in bocca"... quando al traguardo mi ha detto il nome son quasi scoppiato a ridere. Ma facciamo un passo indietro. Siamo al 39° e io sono al gancio, da quando ci siam trovati, quasi al 30°km ci ha superato una sola persona mentre noi ne abbiamo sfilate un centinaio e più, stiamo andando forte, ma io se continuo mi becco un crampo da qualche parte (peccato perchè il fiato invece potrebbe permettermi un filino di più). Tengo duro. Al 40° gli dico "Vai, ci vediamo all'arrivo" e lui mi risponde "ok, ma non mollare, a tra poco". Lui ha accellerato un po', io ho mollato un po'. Gli ultimi due km sono stati duri, soprattutto il penultimo. Nell'ultimo km l'entusiasmo e il percorso dentro le mura di Treviso, con curve e sanpietrini mi ha un po' fatto riprendere. Arrivo in 2h12'39" (come giustamente mi è stato fatto notare, si tratta di un errore palese: erano 3h12'39". Ringrazio i miei tifosi per l'attenta segnalazione) e sono meno distrutto che per le 2"18' (qui si degenera ulteriormente: 2 secondi e 18 minuti? Sono andato a oltre 120km/h di media?!? Ovviamente erano 3h18') di due anni fa. Agito il pugno in cielo e caccio un urlo! Raggiungo Donato che ha finito 20" prima di me, lo ringrazio, mi ringrazia, perchè ci siamo aiutati a vicenda col ritmo. Poi ci abbracciamo: è record personale per entrambi. Ci presentiamo. E' fatta. Non ho nessuno ad accogliermi al traguardo, ma non mi importa, sto giro, come alla mia prima Maratona ho fatto da solo, mi sono aiutato con chi si è aiutato con me e non smetterò mai di ringraziarlo. Sono proprio felice. Poi mi laverò, mangerò e sentirò per telefono tutti coloro che sempre via telefono si erano interessati a me. Un grazie a loro e a tutti coloro che oggi 14 marzo, hanno fatto qualcosa per la maatona. Come direbbero gli americani "I love it!". Tutto quello che viene dopo è un'altra storia. Grazie a tutti!