19 ottobre 2009

Partiti da La Crosetta alle 13.30 con le nostre mountain bike, il sottoscritto insieme ai suoi prodi e valorosi compagni Buso, Albe e Sherman (misero ma fiero baluardo della gloriosa compagine che l'anno precedente conquistò Ceresera) ci siamo portati in 50 minuti direttamente in cima al Pizzoc... le nubi e un gelido vento non hanno minimamente scalfito il cuore caldo degli eroi e la ruota impavida dei nostri mostri di metallo. Giunti finalmente all'Altare della Pace a quasi 1600m di quota io e Buso abbiamo guardato con superiorità i Laghi e la Valsana illuminati dal sole sotto di noi, consapevoli che anche le nostre donne se ne erano rimaste a sollazzarsi, laggiù, 1300m più in sotto, perchè è così che si confà alle fighe lesse. Candidi fiocchi di neve sono scesi per un attimo a ricordarci che neanche un solo piede, anzi... che dico?... neanche una sola ruota di quelle Rèvino-Laghesi faceva parte delle nostre, mentre noi, insignificanti uomini di pianura, eravamo giunti a sfiorare il cielo. Dal Pizzoc solenne eccoci poi addentrati dentro alla montagna, severa e avversa, soprattutto se sfidata. Come fa un padre con i propri figli, così noi abbiamo condotto le nostre bici, giù, attraverso un infido sentiero tra foglie, crode e rami. Gli agguati più subdoli ci sono stati tesi, a noi e ai nostri mezzi, ma insieme, come solo un gruppo di valorosi amici può fare, ne siamo usciti incolumi (o quasi: la bici di Albe e qualche nostro arto ha risentito delle numerose cadute, ma fortunatamente la nostra scorza dura e forgiata dalle mille battaglie ci ha permesso di far scivolare via le avversità proprio come il vento d'autunno spazza via le foglie). Ed ecco spuntare il "Taffarel", di nuovo strada, ma questa volta bianca e agevole... qui avremmo dovuto portare le fighe lesse se solo ci fossero state, qui sarebbero potuti venire a divertirsi, con minima fatica, tutti gli assenti, ma l'accidia è un'infida serpe che corrode... la pigrizia, l'inerzia, il male di vivere li ha tenuti tutti lì, coi loro deretani ben incollati sui morbidi guanciali di un divano... Mentre noi, arditi sulle nostre selle sfonda-culo, ce la siamo proprio goduta... solo noi: Bubu, Buso, Albe e Sherman... curve, controcurve, discese, bosco e foglie a contemplarci fino a giungere alla piana del Cansiglio per poi immolarci, in un'ultimo scatto d'orgoglio fino al furgone in Crosetta. In realtà siamo sempre andati piano, ce la siamo veramente goduta... i mezzi motorizzati ci hanno riconsegnato la nostra dimensione di fighe lesse di pianura, perchè in fondo è questo ciò che siamo... ma nella nostra memoria è rimasto il ricordo di ciò che abbiamo fatto per tirarci fuori da tutto questo figalessismo almeno per un pomeriggio e respirare liberi un'aria diversa, sudando e divertendoci, cadendo e rialzandoci, aspettando chi rimaneva indietro e lottando per non mollare chi era più avanti. Un tagliere di affettati e un tè caldo davanti a un caminetto in valsalega hanno coronato l'epilogo. Poi tutti a trovar i propri amici e le proprie donne, perchè fighe lesse o eroi, siamo tutti umani, umani e limitati,umani e incontenibili, umani e fighe lesse, umani e eroi... la prossima volta aprite il cuore, i polmoni e gonfiate le gomme. E il furgone bianco passerà a prendere anche voi!

BUBU