21 gennaio 2009

Vera, sublime poesia

Lella, musa ispiratrice...

La mia opera si intitola così: (silenzio prego!)

AEROSOL

nebbia dopante che dai respiro
fammi dormire come un ghiro
inebria il mio polmone
riaccendi il mio unico neurone
grazie a te assaporo l'aria vitale
tu plachi il mio spasmo addominale
Aerosol, pochi minuti con te sembrano ore
miscela di aria e sole scuoti il mio torpore
aurea di lievi fiocchi argentati
deponetevi sui miei bronchi malati
umido tepore dorato
il catarro mi hai colorato
e se il suo colore è giallo
ora la mia salute è di cristallo
in questa notte ticchettante
la pioggia è il buon gigante
a tal sussurro il tuo sogno si abbandona
ma la tosse non perdona
tutta quest'acqua confluirà nell'Acheronte
perchè con il naso tappato russo come un bisonte
notte d'inferno clemente velata d'avorio
Io, Buso l'Onnipotente, ti concedo il purgatorio
Imito la dolce Lella ma non son capace
lei, soave usignolo, io, misero rapace