Eccomi a casa. Se non fosse che ho tantissima sonno alle cinque di mattina, lavorare con questo orario non sarebbe male.
Arrivo lì che è tutto buio e silenzioso, tranne qualche luce delle fabbriche. Apro e c'è silenzio e buio, le macchine sonno tutte spente e c'è solo il soffio del riscaldamento. Poi stacco l'allarme e accendo le luci, e accendo tutto e la fabbrica prende vita. Intanto arrivano anche gli altri due e si comincia a lavorare. Dalle otto meno venti arrivano poi tutti quelli che lavorano a giornata e torna la normalità.
Sembra che sia definitivamente arrivato l'autunno, ma non si può ancora dire, ci sono ancora molti alberi verdi in giro.
Anch'io voglio pattinare sul ghiaccio. E sarà sfida con la Daniela a quanto pare, mentre l'ultima volta che Dario ha detto che lui non cadeva si è ritrovato con un taglio in fronte. Misteri della vita o delle distrazioni.
Io come al solito non riesco a venire a feste di laurea varie ed eventuali, ma mi associo ad auguri vari ed eventuali. E difendo anche tutte le piccole e grandi Martine, che vengono strattonate fisicamente e psicologicamente da tutti quanti. Ma ce la faranno vedere loro! (speriamo!!)
E anche Mario, poverino, le vuole provare tutte le esperienze della vita, ma quella gli è costata cara, non ha resistito.