13 gennaio 2009

fine prove tènniche



Non va, pazienza.


per Bubu: piacerebbe anche a me quella cosa degli utenti online ma mi sa che non è molto possibile... mmmh, ma io continuo a provarci.

per tutti: sognidoro se vi riesce, se no semplicemente buona notte...

per Alvise detto Sherman: desidero raccontarti una storia sulle biciclette per dirti quanto ti sono vicino in questi momenti.



PROLOGO
Devi sapere che qualche anno fa quando vivevo a Milano non guadagnavo molto, mangiavo tanto riso, non andavo spesso al bar e non mi concedevo gran lussi. Neanche ora se è per quello, ma continuiamo la storia.
Il mio coinquilino Marco, che è una persona splendida, un giorno decide di regalarmi la sua vecchia bicicletta. Che bellezza e che poesia! Ho ritrovato una libertà che avevo perduto nella grande metropoli dagli orizzonti di pietra. Ogni volta che rincasavo parcheggiavo la mia nuova bici azzurra al sicuro nel cortile interno del condominio dove stavo, in P.zza Prealpi. L'abbraccio fedele di due lucchetti me la consegnavano per il viaggio successivo.

Un giorno come tanti lei non c'è più. Telefono a Marco per chiedergli se l'ha presa lui, niente. Nooo, questa non me la aspettavo, deve essere stato qualche disgraziato dei condomini ma chi? Sono 140 o 150 giù di lì... Addio bici, addio vento, mettiti l'anima in pace e togliti i piedi dalle tasche che ricominci a camminare.

Qualche tempo più avanti succede lo stesso con Marco, tornato a casa tardissimo la sera prima per poi ripartire la mattina presto verso il lavoro. Va a chiedere al portinaio se ha visto passare qualcuno con una bici e lui farfuglia qualcosa dicendo che bisogna pagare per poter parcheggiare le bici dentro il cortiletto. Coooosa?!? Allora mi hai fregato tu due biciclette! No, io non so niente, e alla fine va dietro la portineria e cosa ti sfila? La bici del buon vecchio Marco, della mia nemmeno un'impronta, se l'è rivenduta.

La sera Marco torna a casa e mi racconta il fattaccio.
Ora, caro Shermi, devi sapere che io non mi incazzo tanto facilmente, ma come disse una volta Mohandas Karamchand Gandhi
: non c'è niente di peggio di uno buono quando si arrabbia. PAROLE SANTE. Adesso vado giù e lo sollevo da terra e dall'incarico, ca22o! Non sopporto queste cattiverie, guarda un po', soprattutto quando capitano a me... Ecco chi mi ha tolto l'aria tra i capelli e la spensieratezza di certe pedalate che possono essere belle anche in una città come Milano.
Bene, mi metto le scarpe e scendo e avverto Marco: torno fra cinque minuti. Esco dalla porta faccio una rampa di scale e mi suona il cellulare come una sveglia dal torpore: è Nadia, ciao amòr, chiamami fra un paio di minuti che devo aprire un terrazzo abusivo sul petto del portinaio.

Ah, le donne!
Insomma ne ho parlato assieme un po', mi tranquillizza e mi dice lascia perdere: tu hai perso una bici e puoi sempre andar a piedi, se lui perde il lavoro tu lasceresti lui e la sua famiglia a piedi per una incazzatura?

MORALE n°1: ah, le donne! Sono come il miele nel te: tu sei lì che ribolli e scotti dalla rabbia poi arrivano loro e ti addolciscono.

MORALE n°2: i telefoni cellulari spesso rompono i cojomberi, ma qualche volta una telefonata ti salva la vita, come recitava un vecchio spot.


EPILOGO
Ci dormo sopra e il giorno successivo vado in portineria, guardo il portinaio negli occhi e me ne vado per mia strada. Da quel giorno non ho più risposto ai suoi buongiorno, nemmeno con gli occhi. Vado al mercatino dell'usato e mi innamoro di una bicicletta rotta, che porto via per una manciata di monetine. La metto a posto e tutto torna pressapoco come prima, solo che stavolta la bici me la porto a spalla fin su al terzo piano dove abito, in camera! Adesso voglio proprio vedere.
Una volta, mentre ero intento in una ascensione, incrocio il mio dirimpettaio che si stropiccia gli occhi e mi fa con il classico umorismo alla milanese: eh! voi
montanari * non rinunciate mai a portarvi qualcosa in spalla, magari anche leggero...
Eh, cosa vuole, se non faccio così il portinaio me la ruba e se la rivende, sarebbe la seconda... buondì!

F I N E

MORALE n°3: montanaro passi pure, mona no, però!




* eh sì perché c'è gente non solo a Milano, anche a Conegliano senza andare distanti, che credono che Vittorio Veneto sia in montagna...